PESCARA E PROVINCIA

PESCARA
DISTANZA: 25 KM  

Si trova adagiata tra il mare e i colli, a meno di un’ora di macchina dalle montagne. Pescara è l’antica Vicus Aternum, porto comune dei Vestini, dei Marruccini e dei Peligni.   Nell’età imperiale era il principale porto della regione, punto di partenza delle navi dirette ad oriente. Distrutta dalle invasioni barbariche, fu ricostruita cambiando l’antico nome in quello di Piscaria.   Nel 1927 divenne provincia unendo i due comuni di Castellamare Adriatico (che era provincia di Teramo) a nord del fiume, e Pescara (che era provincia di Chieti ) a sud.
La denominazione attuale fu preferita a quella di Aterno, in omaggio a Gabriele D’Annunzio, nato nella zona a sud del fiume e quindi nel comune di Pescara. Oggi è una città moderna e dinamica ed è anche quella con il maggior numero di abitanti nella regione, con una buona ricettività turistica, soprattutto durante la stagione estiva, con la sua costa essenzialmente bassa e sabbiosa. Pescara vanta un attrezzato porto turistico dal quale si possono raggiungere le coste della Dalmazia ed dell’ex Jugoslavia, e che in estate diventa luogo di molteplici manifestazioni.
Il centro amministrativo della città è situato su Piazza Italia, dove si trova il Palazzo del Governo, sede della Prefettura e dell’ Amministrazione provinciale.
A sud del fiume si trova la parte più antica della città, oggi in gran parte restaurata, dove si possono visitare due interessanti musei: il Museo delle Genti d’Abruzzo e la Casa Museo di Gabriele D’annunzio. Il Museo nasce con lo scopo di fornire la conoscenza dell’identità regionale, e di dare delle indicazioni per seguire percorsi di approfondimento tematico nel territorio. Formato da 15 sale, vi si possono ammirare delle ricostruzioni scenografiche che si uniscono alla documentazione offerta dagli oggetti e da un interessante supporto grafico e fotografico. La Casa Museo di Gabriele D’Annunzio è stata dichiarata monumento nazionale nel 1927. Ha subìto profondi restauri che in qualche caso ne hanno mutato le linee esterne e del pian terreno, per conferire all’immobile una dimensione celebrativa solenne. Poco oltre la casa di D’annunzio si trova la Cattedrale di S. Cetteo , chiamata anche Tempio della Conciliazione. Al suo interno si trova la tomba di Luisa D’Annunzio, madre del poeta e una pregevole tela del Guercino, “S. Francesco”, dono di Gabriele D’Annunzio.
La chiesa di Sant’Andrea , progettata nel 1964, è stata trasformata nella parte esterna nel 1997 tramite la creazione di un arco della pace realizzato da Pietro Cascella. L’interno è formato da un’aula in cemento a pianta ottagonale, con grandi finestre che si aprono sulla cupola. L’altare maggiore è decorato con un mosaico dorato, sopra il quale è posta l’immagine di Sant’Andrea pescatore . Sulle pareti laterali due altri mosaici raffigurano la Madonna con S. Eugenio de Mazenod e San Giuseppe artigiano . Tutti e tre i mosaici sono opera di Aligi Sassu. Il Santuario della Madonna dei sette Dolori situato a Pescara colli, in passato è stato il centro aggregante di Castellammare Adriatico. Si intuisce ciò dalla piazza su cui si affaccia la chiesa, che mantiene l’aspetto originario di un borgo rurale. Su tutto svetta l’alto campanile barocco, unico elemento originario della chiesa seicentesca, innalzata intorno ad una cappella contenente una miracolosa immagine della Vergine. L’interno, a tre navate, è un rifacimento ottocentesco, e in fondo a quella destra, un sacrario custodisce la succitata immagine, a cui è affiancato un simulacro di Nostra Signora dei Sette Dolori sontuosamente vestito con un vestito nero a ricami d’oro. Lungo la riviera sud, è situato il Porto turistico Marina di Pescara . Costruito a tempo di record, è una realizzazione imponente con un bacino che si stende su 180.000 mq di specchio acqueo, tenuto pulito tramite speciali pale rotanti che garantiscono la corrente, il ricambio e la depurazione. I 14 moli possono ospitare fino a 80 posti barca. Nel porto sono attivi il servizio meteo, radar, radio, inoltre è possibile usufruire dei servizi del Marina Shopping. Oltre ai servizi specifici, il porto turistico, con i negozi aperti fino a tarda sera, le manifestazioni, gli spazi per godersi la brezza marina, rappresenta, soprattutto d’estate, il punto d’incontro della città. Sempre nella zona a sud del fiume è situato il Museo Cascella che raccoglie più di 500 opere del pittore pescarese Basilio Cascella, dei figli Tommaso, Michele e Gioacchino, e dei nipoti Andrea e Pietro. La costa si conclude con la Pineta dannunziana , 350.000 mq ricoperti di vegetazione, suddivisi in cinque comparti, attrezzati nelle aree aperte al pubblico: i più frequentati sono il 3, per la presenza di un laghetto artificiale che ospita alcuni esemplari di fauna acquatica, e il 4, dove esiste anche un percorso per coloro che amano il jogging e lo sport all’aria aperta.
EVENTI E MANIFESTAZIONI

. Prima domenica di Giugno:  Festa della Madonna dei Sette Dolori
. Ultima domenica di Luglio: Festa di Sant’Andrea Apostolo (con processione di        motopescherecci)
. Giugno-Luglio    :Premio Flaiano
. Giugno-Luglio:    Pescara Jazz
. Luglio:     L’oro d’Abruzzo, mostra dell’artigianato abruzzese presso il porto turistico
. Luglio:      Regata dei Gonfaloni
. Agosto:      Fiera dei prodotti tipici abruzzesi presso il porto turistico
. Luglio-Agosto:     Trofeo Matteotti  gara internazionale per ciclisti professionisti

ALANNO
DISTANZA: 36 KM

Situato tra i fiumi Cigno e Pescara, il paese mostra ancora un aspetto medievale con i resti dell’antica cinta muraria, di cui si conservano tracce di torri a pianta circolare e quadrata. Il paese sarebbe stato fondato intorno al V secolo d.C., ma le uniche notizie certe riguardano i suoi rapporti con l’abbazia di S.Clemente a Casàuria, cui appartenne dalla seconda metà del secolo IX fino al 1731, poi feudo dei Riccciardi, dei Caracciolo e dei Legnai Fieramosca. Alanno mostra, nell’assetto architettonico, una chiara impronta rurale, frutto di un’attività agraria fiorente che è proiettata verso il futuro con il locale Istituto statale tecnico agrario. Nella Chiesa Parrocchiale , ricostruita dopo il terremoto del 1915, è conservato un busto quattrocentesco. Da visitare anche la chiesa dei Santi Francesco e Ludovico , con all’interno stucchi e tele di Paolo de Majo e Nicola Ranieri.
Tra i monumenti merita un particolare interesse la chiesa della Madonna delle Grazie , posta a pochi chilometri dal centro abitato. La leggenda fa risalire la fondazione al 1498, dopo la miracolosa apparizione della Madonna. Sulla semplice facciata si apre il portale datato 1505, sormontato dalla lunetta con l’affresco della Deposizione. All’interno si possono ammirare affreschi e stucchi realizzati nel 1675 dal maestro lombardo Donato Ferada.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. Settembre:   Festa di S.Gabriele
. Settembre:   Sagra della lenticchia e festa del borgo
. 13 Ottobre:   Festa della Madonna delle Grazie
. Ottobre:     Festa di Cristo Re

BOLOGNANO
DISTANZA: 70 KM

È situato su di un’altura lungo la Valle dell’Orta, nel territorio della Riserva Naturale Valle dell’Orta. Al suo interno si trova la Grotta dei Piccioni, una delle grotte archeologiche più importanti d’Abruzzo. La cavità si apre a 75 metri di altezza, e conserva stratificazioni con livelli archeologici databili tra il V e il X secolo a. C., comprendendo varie fasi dal Neolitico all’età del Ferro. Bolognano, per quanto derivato da un nucleo insediativo italico e longobardo, deve la connotazione attuale all’opera dei monaci dell’abbazia di S. Clemente a Casàuria, impegnati a fortificare le terre di loro pertinenza con la costruzione di castra sommitali. Il paese fu feudo dei Caracciolo, passò sotto i Branconi, i Di Filippo Nodali e i Durini. Al centro del paese si può ammirare la chiesa di Santa Maria Entroterra , di origine medievale con facciata del XVI secolo. All’interno si conserva un affresco cinquecentesco attribuito al maestro aquilano Paolo Cardone.
Nel borgo si trova il Palazzo dei Baroni Durini, oggi trasformato nella casa museo dove ha trascorso molti anni l’artista Joseph Beuys (1921-1986), e che ha lasciato numerose testimonianze della sua attività. Suggestiva è la frazione di Musellaro, che nella parte alta conserva il castello Tabassi con l’annessa cappella del Santissimo Crocifisso . Il centro insieme a Salle era celebre per la produzione delle corde armoniche.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 17 Gennaio:    Festa di Sant’.Antonio
. 17-18 Agosto:    Festa di Santa Maria del Ponte
. 18-20 Settembre:  Festa del Santissimo Crocifisso
. 11 Novembre:    Festa di San Martino con assaggio del vino novello

CAPPELLE SUL TAVO
DISTANZA: 16 KM

Il paese sorge su di un’altura tra la confluenza del Fiume Tavo e il Fino. L’origine del suo nome è curiosa e controversa. Per alcuni la sua etimologia sembra derivare dall’ebraico Cap-helle, che significa braccio separato, cioè paese sparso. Per altri tale nome sembra derivare dalle antiche cappelle o chiese sparse nel territorio.
Cappelle fu frazione di Moscufo fino all’inizio dell’800 e poi di Montesilvano.
Divenne comune autonomo solo agli inizi del XX secolo.
Borgo rurale di antiche origini, fu nel XVII secolo sede di una colonia di slavi provenienti dalla costa il lirica. Dopo il 1830 Cappelle ebbe come signore, il barone Rodolfo de Landerset, capitano svizzero alla corte di Napoli. Egli fece eseguire intensi lavori per rinforzare i declivi dei poggi e fece arginare il fiume Tavo, valorizzando il fondo valle con una saggia distribuzione delle acque.
La Chiesa Parrocchiale (1886), intitolata alla B.V. Maria Lauretana , presenta una facciata molto semplice a coronamento orizzontale con evidenti segni di restauro. Il campanile è a torre quadrangolare e nella parte terminale è a semplice piramide.
All’interno del paese si trova l’antico Palazzo de Landerset, del ‘700.
Da ricordare è il tradizionale Palio delle Pupe che si svolge ogni anno in occasione della Festa dell’estate. Tutti i rioni e le contrade del paese preparano la loro “pupa” che altro non è che un fantoccio di carta pesta raffigurante una bella donna, adornato di giochi e spari pirotecnici, all’interno del quale è nascosto un uomo che a suon di musica guida uno spettacolo davvero esilarante. Questa tradizione deriva dal fatto che tanti anni fa, i contadini, per ringraziare il buon Dio per il raccolto e nello stesso tempo per propiziarne uno abbondante per l’anno successivo, ardessero dei grandi fuochi che scoppiettavano e facevano scintille, mentre tutt’intorno le genti si davano a canti e balli.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 17 Maggio:  Festa di San Pasquale
. 15 Agosto:  Palio delle Pupe

CARAMANICO TERME
DISTANZA: 60 KM

Si trova all’interno del Parco Nazionale della Maiella e della Riserva naturale dell’Orfento, quindi in un contesto naturalistico incantevole. L’etimologia del nome, Caramanico, viene ricondotta da alcuni studiosi ad un nipote di Carlo Magno, il monaco Caro, il quale secondo la leggenda fondò la città nel 980.
La cittadina raggiunse il suo massimo sviluppo nei secoli XIV e XV, quando fu feudo dei D’Aquino. Risalgono a questo periodo i monumenti più significativi del centro del paese. Caramanico Terme deve il suo nome alla presenza di acque curative che sono state sfruttate sin dall’inizio del Novecento. Ricostruita dopo il terremoto del 1706, Caramanico vanta diversi monumenti tra i quali la chiesa di Santa Maria Maggiore , fondata nel XV secolo ma con diversi rimaneggiamenti. Sul fianco sinistro della chiesa, realizzato nel 1848, venne collocato un portale del 1452 che presenta nella lunetta un altorilievo: “l’incoronazione di Maria”. Il campanile reca uno stemma con le insegne di Francesco d’Aquino. Altre chiese da ricordare sono, San Domenico , con pregevoli portali e San Nicola , che all’interno conserva alcune sculture lignee e un dipinto del XV secolo. Poco distante dal paese si trova la chiesa medievale di San Tommaso , con uno splendido portale e all’interno interessanti affreschi.
Merita una visita il Museo Naturalistico Paolo Barrasso, con all’interno sezioni dedicate all’archeologia, alla geologia ed alle scienze naturali. Nei dintorni di Caramanico si trovano vari luoghi interessanti come la “piana di Luco”, il sito archeologico di Valle Giumentina, uno dei principali giacimenti abruzzesi del paleolitico, e ancora l’eremo di San Giovanni all’Orfento, un eremo che si apre su di una parete rocciosa del fiume Oriento.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. Lunedì di Pasqua:  Processione tra i campi
. 24 Giugno:    Fiera di San Giovanni
. 14-15 Agosto:    Festa dell’Assunta

CARPINETO DELLA NORA
DISTANZA: 18 KM

Il paese, cui danno nome gli alberi di carpino o carpinella, è noto agli sportivi per le stupende e difficili vie di arrampicata, agli amanti dell’arte per l’abbazia di S. Bartolomeo, il cui anno di fondazione è fissato nel 962, sebbene se ne abbia menzione già nell’884. Possesso benedettino e poi dei vescovi pennesi (secoli XI-XII), nel 1258 diventò una ‘succursale’ di quella di Villa Celiera. Nonostante abbia perso il carattere di chiesa-monastero-fortezza, vi si riconoscono le linee romaniche dell’abbazia di S. Clemente a Casàuria. Se ne vede dapprima l’abside, impreziosita da una monofora e da un rosone a ruota; il portale d’accesso in facciata è ornato da girali che avvolgono animali di varia forma e grandezza. All’interno, bellissime monofore con colonnine laterali danno luce al presbiterio; l’altare poggia su quattro colonnine sormontate da capitelli con figure di animali.

CASTIGLIONE A CASAURIA
DISTANZA: 51 KM

Situato su di una collina e sul crinale del fiume Pescara, la sua origine risale al 980, quando l’abate di San Clemente a Casaùria costruì il castello. Dal 1345 il paese divenne feudo dei Cantelmo fino al 1569 quando venne ceduto ai D’Affitto. Passò poi ai Gattucci e ai De Petris. Il paese conserva caratteristici portali e begli edifici in pietra. Notevoli sono i portali delle chiese di  San Francesco e quello di Santa Maria Assunta .
Nell’ambito dell’architettura civile merita un cenno il palazzo De Petris Faggiani .
Ma il vero gioiello di questo comune è la chiesa abbaziale di San Clemente a Casauria . Sorta nel IX secolo per volere di Ludovico II, fu rinnovato dall’abate Leonate a partire dal XII secolo. Egli commissionò la raccolta di tutte le carte possedute dall’abbazia: nacque così il Chronicum Casauriense, che rappresenta una fonte straordinaria di notizie storiche dell’epoca. Particolarmente suggestiva è l’antica porta bronzea con una decorazione a lastre che rappresenta i castelli e le torri sui quali l’abbazia estendeva i suoi domini. All’interno la chiesa è a tre navate e in quella centrale si trova lo splendido ambone del XII secolo con il cero pasquale.
Nei dintorni, alle pendici del Monte Morrone, si apre la suggestiva grotta di Sant’Angelo, luogo di culto rupestre.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 3 Febbraio:   Festa di San Biagio
. 23 Maggio:   Festa di San Clemente

CEPAGATTI
DISTANZA: 16 KM

Il paese, probabilmente, era un castrum romano – lo indicano, nell’agro circostante, resti di murature e ritrovamenti archeologici di anfore in ceramica e monete – che sarebbe stato ampliato dai longobardi; a questo popolo apparterrebbe il patronimico ceppaia di Gattone, da cui si fa derivare il toponimo. La torre quadrata, che caratterizza il centro storico, è databile al secolo XIII ed è stata inglobata, nei primi del ‘ 900, in una costruzione a forma di antico maniero. Accanto a questa, che una volta segnava la cinta muraria, sorge la chiesa di S. Rocco taumaturgo cui la popolazione tributa il 15 e il 16 agosto una vivace e coloratissima festa con la presenza di carri agricoli addobbati e il trasporto dei dolci votivi, prima recati in omaggio al santo e poi consumati per devozione. Nei locali del Municipio ha sede la Pinacoteca. Delle frazioni che fanno capo a Cepagatti, Villarèia (m 49 a km 5 verso sud est), conserva cospicui esempi di case di terra una tipologia abitativa, tipica dell’edilizia rurale, che utilizza blocchi di argilla cruda impastata con la paglia ed essiccata al sole.

CITTA’ SANT’ANGELO
DISTANZA: 25 KM

Questa cittadina è adagiata su di un belvedere naturale che spazia dal Gran Sasso al mare. L’abitato sorge sull’antica “Angelus”, città dei Vestini che i longobardi avrebbero ricostruito lasciandovi il culto dell’Angelo, lo stemma comunale e il toponimo. Nel 1239, poiché parteggiò per il Papa, fu rasa al suolo per opera di Federico II ed i suoi abitanti furono dispersi in tre casali. L’intero medioevo fu caratterizzato dai contrasti con i vicini centri di Penne e di Atri a causa della sede vescovile e del porto alla foce del fiume Saline. Nel 1814 dette vita ai moti antimurattiani: i patrioti furono fucilati a Penne, e le loro teste tagliate vennero appese alle porte dei paesi di appartenenza. Il centro del paese presenta aspetti medievali nella pianta a spina di pesce, attraversata dal corso su cui convergono stradine e vicoli, il tutto chiuso entro la cinta muraria e le porte parzialmente conservate. Il monumento di maggiore interesse è la Collegiata , dedicata a S. Michele arcangelo; fondata prima del Mille, fu ricostruita nel ‘300 e ampliata nel Rinascimento. Il campanile è derivato da quello del Duomo di Atri e fu rinnovato dopo il terremoto del 1702. All’interno è conservata la preziosa statua lignea di San Michele Arcangelo e il sarcofago quattrocentesco di Amico Buonamicizia, vescovo della diocesi di Atri-Penne. Altri pregevoli edifici religiosi sono: la Chiesa di S. Francesco , fondata nel XIII secolo ma con un interno in barocco rimaneggiato nel 1741, in cui sono stati rinvenuti dei resti di affreschi rinascimentali; la Chiesa di S. Chiara , a pianta circolare trilobata, la Chiesa di S. Agostino , a navata unica e la Chiesa di S. Bernardo sono tutte barocche. Nei dintorni di Città Sant’Angelo è stato istituito nel 1990 un Parco territoriale attrezzato , con annesso Orto botanico, che si stende tra i fiumi Fino e Tavo per circa 10 ettari . Sono presenti salici, pioppi e roverelle nei punti più asciutti e soleggiati. Il sottobosco di sambuchi, rovi e biancospini rappresenta l’habitat naturale per donnole e volpi; tra le specie di uccelli sono particolarmente numerosi il pendolino, il martin pescatore e l’usignolo.
EVENTI E MANIFESTAZIONI  
•  Fine luglio: Festa di Sant’Antonio
•  Luglio: Festa della Madonna delle Grazie
•  Agosto: Sagra della “scrippella”
•  Agosto: Festa di Sant’Agostino
•  Settembre: Sagra dell’uva con sfilata di carri allegorici  

COLLECORVINO
DISTANZA: 12 KM  

Il paese sorge su di un panoramico colle e presenta un nucleo compatto racchiuso intorno alla piazza principale. La fondazione del Castello di Collecorvino, si deve a Corvino di Alderamo, ricco proprietario longobardo che, in seguito, vendette a Ludovico II i suoi possedimenti nella contea pennese. Dopo questo avvenimento, non ci sono altri riferimenti precisi. Il centro si sviluppa attorno alla piazza principale, sulla quale si snodano una serie di stradine lastricate a mattoni. La Chiesa di S. Andrea Apostolo , di origine benedettina, in epoca barocca ha subìto una radicale trasformazione. La facciata è allargata dai due campanili di modello atriano, mentre l’interno è formato da due corpi quadrati, cui si aggiunge un cappellone, anch’esso quadrato e con volta a vela ribassata. A nord dell’abitato e sulla sommità di un colle, sorge il Convento di S. Patrignano Abate , di origine benedettina ma ristrutturato a partire dal 1603 per opera dei Francescani. L’interno della chiesa è di stile barocco e dà una sensazione di incompletezza per l’assenza delle volte. Usuale la struttura del chiostro, con pozzo centrale e scene di carattere religioso sulle lunette delle pareti.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  Maggio: Festa di Santa Lucia
•  Maggio: Festa della Madonna dei Miracoli
•  Luglio: Festa di Sant’Antonio da Padova
•  Agosto: Festa di San Gabriele Arcangelo

CIVITELLA CASANOVA
DISTANZA: 11 KM  

Adagiata sul dorso di una collina, appena sopra il paese si stende una bellissima piana circoscritta dai Merletti: una barriera di roccia composta da guglie calcaree slanciate ed eleganti che immettono alla piana del Voltigno, oggi inglobata nella Riserva naturale regionale del Voltigno e della Valle d’Angri. Vi si praticano l’arrampicata su roccia e, d’inverno, lo sci di fondo. Le testimonianze più antiche del paese risalgono al periodo romano. Secondo alcuni storici è erede della romana “Cutina” (o “Cingilia”), distrutta nel 325 a .C.
La prima menzione storica risale all’XI secolo: fu possesso degli abati del monastero di Santa Maria di Casanova e da qui il toponimo. Interessanti sono la chiesa di Santa Maria delle Grazie , di fondazione cinquecentesca ma poi rimaneggiata e le decorazioni del pittore Severino Galanti nel Palazzo Pignatelli. Il monumento più importante è, però, poco fuori il paese: la chiesa di Santa Maria della Cona , con il bellissimo portale rinascimentale del 1529 di Pietro de Stefano e Bernardino Darz. All’interno si trova un altare barocco e un affresco del 1515 raffigurante una Madonna con Bambino.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 21 marzo:   Festa di San Benedetto
. Agosto:    Feste patronali
. Agosto:    Sagra degli arrosticini e di “sagne e fagioli”

ELICE
DISTANZA: 23 KM

Posto sulle colline che dominano la valle del fiume Tavo, il paese conserva ancora la sua struttura medievale. Si affaccia sul versante settentrionale della valle del Fino e il suo nome deriva da “ilex”, ovvero leccio, pianta particolarmente presente nel territorio intorno all’ XI secolo. La zona circostante ha restituito reperti risalenti al Neolitico, ma nulla resta a conferma di una sua esistenza romana. Nel corso dei secoli, fino quasi ai nostri giorni, il centro storico si è sviluppato intorno al Castello , costruito per lo più in laterizio su pianta rettangolare; è di origine medievale, ma nel corso degli anni ha subìto svariate modifiche. Il portale immette in un ingresso a volte, a destra e a sinistra del quale ci sono i locali un tempo usati per gli alloggi delle guardie e della servitù, le cantine e le stalle. I sotterranei non sono ancora del tutto esplorati, mentre al primo piano ci sono la Cappella, collegata alla Chiesa parrocchiale e il Salone, chiamato comunemente ” Galleria “. Il secondo piano è quasi distrutto a causa del terremoto del 1980, e in parte è stato adibito a terrazzo. In una stanza sono state rinvenute delle attrezzature per produrre ceramiche (fine ‘800), ma presumibilmente tale attività si esercitava anche prima, almeno a giudicare dalla presenza in loco, tra fine ‘500 e inizi ‘600, dei Pompei, famiglia di ceramisti di Castelli.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  8-10 Luglio: Sagra della “scrippella”
•  Agosto: Festa di Santa Lucia

FARINDOLA
DISTANZA: 21 KM

Il paese si trova nella Riserva naturale regionale del Voltigno e della Valle d’Angri . È base di partenza per l’escursione nel vallone d’Angora, di grande interesse naturalistico, vivo di contrasti, di colori, di diversi ambienti e dove si trova la sorgente del fiume Tavo. Il toponimo indica, chiaramente, l’origine del centro: deriva, infatti, da “fara”, termine longobardo che sta ad indicare un raggruppamento di più persone. È questa la zona del Gran Sasso d’Italia dove, per la prima volta, sono stati reintrodotti i camosci, scomparsi più di cento anni fa. In paese infatti è stato allestito un attrezzato centro visite e oasi del Camoscio, gestito dal comune di Farindola assieme alle associazioni ambientaliste e con il supporto tecnico dell’ente Parco nazionale d’Abruzzo. Momenti di notorietà li ebbe nel rinascimento, quando fu conteso da L’Aquila e Penne, che ne reclamavano entrambe il possesso.
Nel ‘500, essendo un castello di quest’ultima cittadina, su concessione di Carlo V entrò a far parte dei feudi di Margherita d’Asburgo, passando poi ai Farnese, che la tennero fino al 1731, e quindi al re di Napoli. Il paese conserva ancora la sua struttura medievale; spiccano i resti del castello, il palazzo Farnese con gli affreschi conservati in una sala, la parrocchiale di S. Nicola riedificata all’inizio del XX secolo e le tipiche case con elementi antichi in pietra e in legno. Merita una particolare menzione un prodotto tipico di questo paese: il “pecorino di Farindola”, che proprio per il suo gusto particolare e per la sua genuinità ha meritato il marchio D.O.P..
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 13 giugno:    Festa di Sant’Antonio
. Luglio:    Festa di San Quirico
. Luglio Agosto:   Estate Farindolese

MANOPPELLO
DISTANZA: 30 KM

Sorge su di un panoramico colle ed è caratterizzato da notevoli palazzotti sette-ottocenteschi realizzati con la pregevole pietra locale. Le sue origini vanno ricercate in età longobarda, quando vi furono costituiti parecchi punti di difesa. Per secoli Manoppello fu attratto nelle vicende della chiesa di S. Liberatore a Maiella e dell’abbazia di San Clemente a Casauria. Nel 1061 divenne feudo del conte Boamondo e tre secoli dopo di Napoleone Orsini. Subì gravi danni durante la guerra con Braccio da Montone e successivamente passò sotto i Colonna. Tra le testimonianze di pregio artistico troviamo la chiesa di San Nicola , di origini trecentesche ma ricostruita in forme barocche, la chiesa della SS. Annunziata con l’attiguo ex convento delle Clarisse, che conserva all’interno una Madonna con Bambino del XVI secolo. Suggestivo è anche il convento di San Lorenzo , chiesa francescana con un’inusuale pianta centrale. A breve distanza dall’abitato sorge il Santuario del Volto Santo , ritenuto, insieme alla Sacra Sindone, la vera immagine del Cristo. Nel comune di Manoppello si trova, anche, la bella chiesa di Santa Maria d’Arabona . Costruita nel 1208 è la prima chiesa cistercense edificata in Abruzzo e deve probabilmente il suo nome ad un preesistente tempio pagano dedicato alla dea Bona (dal latino “ara Bonae”, cioè altare della dea Bona).
La pianta della chiesa è a croce latina ed è divisa in tre navate; particolare interesse rivestono il tabernacolo gotico addossato al muro e il candelabro pasquale poggiante su una colonnina sostenuta da due cani e un leone rampante (l’altro risulta mancante).
I tre dipinti (1337) che decorano la parete dell’abside sono di Antonio da Atri e rappresentano una Crocifissione, una Santa coronata e una Vergine in trono che regge in braccio il Bambino che, a sua volta, tiene tra le mani un piccolo cane bianco, particolare assai raro e suggestivo.
EVENTI E MANIFESTAZIONI

. Terza domenica di Maggio:   Festa del Volto Santo
. 6 Agosto:      Festa del Volto Santo
. Ultima domenica di Settembre:   Festa di San Rocco

MONTEBELLO DI BERTONA
DISTANZA: 11 KM

È inserito nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e ha come simbolo il camoscio tornato a vivere in questi luoghi. Il centro abitato si trova in splendida posizione con un panorama che spazia dalla valle del Tavo fino al Mare Adriatico.
Belmonte era il primo nome dell’abitato, che fu castello di Penne, per cui appartenne, dal ‘500 al ‘ 700, a Margherita d’Asburgo e ai Farnese. Prima però fu possesso di Alessandro de’ Medici, se ne hanno piccole menzioni nei secoli XI-XIII, e ancora più indietro nel tempo fu abitato da stirpi italiche (vi è stata infatti rinvenuta una necropoli) e da popolazioni della cosiddetta cultura bertoniana. I manufatti messi in luce, databili approssimativamente a 18.000 anni fa e quasi tutti in selce locale, documentano una vita basata non sull’agricoltura ma sulla caccia. Il paese conserva l’aspetto dell’antico borgo arroccato, raccolto intorno al castello medievale.
Oltre alle bellezze naturalistiche, si trovano interessanti dipinti e sculture lignee nella chiesa di San Pietro Apostolo e nella zona di Campo delle Piane reperti risalenti a circa 18.000 anni fa.
EVENTI E MANIFESTAZIONI

. Terza domenica di Maggio:  Festa di San Pancrazio
. 29 Giugno:    Festa di San Pietro
. 11-15 Agosto:    Sagra degli Antichi Sapori

MONTESILVANO
DISTANZA: 20 KM

Il paese è formato da due nuclei, Montesilvano Marina e Montesilvano Colle.
Montesilvano Colle, panoramica terrazza sull’Adriatico, conserva ancora i caratteri del borgo fortificato e alcune interessanti chiese come San Michele Arcangelo (sec. XII-XIII), a tre navate, con portale in pietra e abside rettangolare, Santa Maria del Carmine con il convento del XIV secolo e fuori dall’abitato la chiesa della Madonna della Neve del XIII secolo, in origine a tre navate ma ora ridotta ad una, con resti di preziosi affreschi venuti alla luce grazie ai restauri del 1973. Montesilvano spiaggia è oggi una moderna stazione balneare che va caratterizzando anche come centro per incontri congressuali. D’estate offre un ricco cartellone di eventi teatrali e musicali. Le notizie più antiche relative al primo nucleo urbano, quello insediato sul colle risalgono al 1114: un documento del re normanno Ruggero, menzionando la chiesa di San Quirico (oggi non più esistente) nomina per la prima volta la località Montesilvano , che ricompare nel 1140 in una descrizione della Diocesi di Penne.
Nei secoli successivi, il borgo, oggetto di permute e riscatti, passò da Ferdinando d’Aragona a vari potentati fino a Manfredino Giovanni di Michele di Valenza.
Nel ‘700 lo troviamo sotto gli Austriaci e nel 1738 divenne possedimento borbonico.
Nel 1814 è coinvolto nei moti carbonari e più tardi, in assenza di uomini capaci di governarlo, il piccolo centro fu aggregato al comune di Cappelle.
Solo nel 1904 riacquisterà piena autonomia e la sede del Municipio nell’estate del 1926, sarà trasferita dal Colle alla Marina, dove ai primi insediamenti erano seguite altre abitazioni, tutte raccolte intorno alla nascente stazione ferroviaria.
E fu quest’ultima, dopo il 1863 a decretare lo sviluppo della contrada Marina, che più tardi Montesilvano Spiaggia. In una contrada di Montesilvano, Villa Carmine, esisteva fin dal III secolo a.C. un tempio pagano, sul quale, dopo il 1468 (a seguito di un evento miracoloso) fu edificata l’attuale chiesetta dedicata alla Vergine del Carmelo .
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. Luglio:   Festa di Sant’Antonio da Padova
. Agosto:   Festa della Madonna della Neve
. Agosto:   Sagra dei sapori antichi
. Agosto:   Sagra mare e monti

MOSCUFO
DISTANZA:11 KM

Posta sul versante sud della vallata del Tavo, il toponimo del centro, che presentava insediamenti sparsi già in epoca italica e romana, deriverebbe da Moskoulf, nome di un longobardo che fu signore del castello eretto sul vicino colle Luca.
Nel comune di Moscufo, sul colle San Giorgio sorgeva probabilmente un’importante città vestina ricordata da Silio Italico per i suoi oliveti ed i suoi pascoli.
Le prime notizie sull’attuale abitato risalgono all’XI secolo. Fino al Cinquecento Moscufo è stato feudo dei Piccolomini, successivamente divenne feudo dei Figliola. All’interno del paese si può visitare la chiesa di San Cristoforo , composta da un nucleo centrale a pianta ovale su cui si innestano due cappelle, la cui decorazione a stucco ed i grandi pannelli dipinti sulla volta sono di Ambrogio Piazza, mentre i confessionali e, forse, il coro e la mostra d’organo provengono dalla scuola di Pescocostanzo del XIIII secolo. Suggestiva la cappella di Sant’Antonio , con resti di pavimentazione in cotto originale, ma, soprattutto, appena fuori dall’abitato, si può ammirare la chiesa di Santa Maria del Lago . Fu costruita nel XII secolo e divenne proprietà dei grandi monasteri benedettini, ma non le fu mai annessa un’abbazia, piuttosto un edificio per l’ospitalità di monaci e pellegrini. Preceduta da una grande vasca battesimale in travertino posta sul prato, la facciata, in laterizio, presenta un bel portale in pietra ornato da figure simboliche di gusto benedettino. L’interno è a tre navate divise da otto colonne e due pilastri in mattoni che sorreggono archi a tutto sesto.
Ma il vero gioiello di questa chiesa è il bellissimo ambone posto sul pilastro di sinistra e scolpito nel 1159 dal maestro Nicodemo su commissione dell’Abate Rainaldo. Ricchissimi ornamenti che mostrano un’influenza del gusto arabo, i bassorilievi rappresentano scene simboliche e bibliche. Troviamo Giona ingoiato dalla balena e rigettato a terra sotto l’albero di ricino, Davide che affronta un orso e un leone e inoltre i simboli dei quattro Evangelisti: l’aquila, il bue, l’angelo e il leone.
Poco resta invece degli affreschi della fine del Duecento che decoravano l’abside: la parte che si è conservata mostra il Giudizio Universale con i dodici apostoli che rappresentano, insieme al Cristo, il collegio giudicante.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
. 17 gennaio:    Festa di Sant’Antonio
. Martedì di Pasqua:   Festa di Santa Maria del Lago
. 25 luglio:     Festa di San Cristoforo

NOCCIANO
DISTANZA: 30 KM

Nel suo stemma appare una noce e da “Noccius” deriva il toponimo del paese, le cui origini sono oscure: sebbene nell’agro circostante siano stati ritrovati oggetti preromani e romani, la zona appare in documenti casauriensi del IX secolo, sempre senza alcuna citazione esplicita del paese. Il Castello, medievale nelle linee più antiche, ospiterà un Museo d’Arte contemporanea e un centro di ricerca artistica (dal 1997 è sede di un centro di formazione professionale per la pubblica amministrazione diretto dalla Provincia); le chiese della Madonna delle Grazie e di S.Lorenzo sono romaniche (secoli XI XII circa); il Convento francescano è diventato palazzo Nanni-Mapei, la parrocchiale di S. Antonio di Padova annovera quadri e sculture lignee fra ultimo rinascimento e primo barocco. Lungo la strada per Catignano, 2km prima di entrare nello stesso, vi è la romanica abbazia di S. Maria o dei Cappuccini, del secolo XII, con un’ interessante scultura della Madonna con Bambino. All’interno, le spoglie di S. Irene, vergine e martire romana, sono oggetto di una sentita devozione da parte degli abitanti.  

PESCOSANSONESCO
DISTANZA: 33 KM  

Si trova poggiato su un colle ai piedi del Monte Picca, in posizione dominante sulla vallata del fiume Pescara. Suggestivo appare il borgo antico del paese che dopo i gravissimi danni dei terremoti del 1917 e 1933, è stato abbandonato dando origine a breve distanza ad un nuovo insediamento. Il toponimo significa Roccia di Sansone e nel XII secolo il nome “Pesculum” compare come uno dei castelli della “Terra Sansonesca”, dominio dei discendenti di quel Sansone che pare nel 981 possedesse un castello nel borgo. In cima al paese si trovano i ruderi del castello medievale e più in basso la chiesa di San Nicola del XII secolo. Notevole è l’ex convento francescano di Santa Maria degli Angeli con l’attigua chiesa dal bel portale cinquecentesco. Nel nuovo abitato si trova la chiesa di Santa Maria Assunta in Ambrosiana , sorta nel XII secolo, che presenta un’ interessante cripta con colonne di spoglio. Meta turistica e religiosa è il santuario eretto in onore del Beato Nunzio Sulplizio , nel luogo ove era solito curare, con l’acqua di una sorgente, le piaghe che lo affliggevano una gamba a causa della tubercolosi ossea.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  5 Maggio: Festa del Beato Nunzio Sulplizio
•  24 Giugno: Festa di San Giovanni
•  15 Agosto: Festa dell’Assunta

PIANELLA
DISTANZA: 11 KM

Come dice il nome, sorge su una breve pianura ondulata. Le sue origini sono molto antiche, con resti di insediamenti preistorici rinvenuti in grotte vicino al paese. Si ritiene che all’inizio dell’era quaternaria esistessero un centinaio di palafitte lungo la valle del fiume Tavo e Nora, tanto da poter rinvenire, ancora oggi, schegge delle antiche produzioni in silice. In epoca romana tutta l’area vestina subì il dominio di Greci, Cartaginesi ed Etruschi. Nell’alto medioevo si ha notizia di un Castrum Planellae ed alcune testimonianze rinviano a longobardi e franchi. Intorno alla fine dell’anno Mille, la storia del paese si delinea in rapporto alla laziale abbazia di Montecassino. Dall’XI secolo, dopo essere appartenuta a diversi feudatari fu venduta a Margherita d’Austria, entrando a far parte degli stati farnesiani. All’interno del paese troviamo numerose costruzioni di pregio come i palazzi De Felice, Sabucchi e Verrotti. Tra gli edifici religiosi ricordiamo la chiesa di Sant’Antonio di origine medievale e San Domenico del XVIII secolo, entrambe adorne con decorazioni di stucco:
ma la chiesa, sicuramente, più conosciuta di questo paese rimane quella di Santa Maria Maggiore. Questa chiesa, costruita dai Benedettini nel XII secolo, si trova poco lontano dal centro abitato di Pianella, con un portale riccamente decorato con rilievi della Madonna in trono tra i Santi e Re David sull’architrave, ed il bel rosone ad otto raggi. Le tre piccole absidi conservano delle semplici ma eleganti decorazioni in cotto. L’interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto e presenta la copertura con capriate a vista. Particolarmente suggestivo l’ambone in pietra calcarea, decorato con i simboli dei quattro evangelisti, opera del maestro Acuto (1180).
Alcune colonne e le absidi presentano affreschi dipinti tra il XII e il XV secolo. La cultura popolare di Pianella, mantiene un assetto contadino ed è proprio in questa dimensione che va letta una tradizione canora che si ripete nel giorno di Pasqua: “lu bbongiorne”. Alle prime ore dell’alba, un gruppo di cantori e musicisti, prende a girare per le vie del paese, intonando alcune strofe di saluto e augurio adattate allo specifico personaggio cui la serenata è rivolta. Cominciando dai personaggi più in vista, la compagnia porta il Buongiorno sotto le finestre di tutti, costringendo parenti ed amici, che non solo accettano di buongrado ma ricambiano con l’offerta di dolci e bevande, a un mattiniero risveglio. EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  Venerdì Santo: Processione del Cristo morto
•  Domenica di Pasqua: “lu bbongiorne”, rievocazione storica in costume con palio e banchetto
•  Luglio: Festa di San Silvestro      

PICCIANO
DISTANZA: 14 KM

Picciano è un borgo collinare a sud del fiume Fino. Il nome del paese deriva dal nome personale Piccius e le testimonianze scritte rinvenute sono datate intorno al 1051, quando era semplicemente un casale e villa. L’ abbazia di S. Maria è stata fondata nel1049 e distrutta, poi, nel XIX secolo ed alcuni suoi materiali di recupero sono stati utilizzati nella Chiesa di S. Maria del Soccorso ed in alcune case di proprietà privata. Nel 1989, all’interno di una villa è stato allestito un interessantissimo Museo delle Tradizioni e Civiltà contadina , che conta 6000 pezzi, alcuni anche di pregio, esposti più in maniera scenografica che non in base ad un vero e proprio itinerario tematico o culturale.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  Domenica dopo Pasqua: Festa di San Vincenzo
•  Luglio: Sagra della “pizzonta”
•  Agosto: Sagra dei “tajarilli e fasciule”
•  16 Agosto: Festa di San Rocco

POPOLI
DISTANZA: 60 KM

Posto alla confluenza del fiume Pescara con il fiume Aterno, il suo territorio è ricco di risorse naturali valorizzate attraverso l’istituzione della ” Riserva Naturale delle sorgenti del Pescara “, meta di turismo ambientale e ricca di vegetazione palustre e di numerosi esemplari di fauna acquatica. Il paese è citato da Plinio come Vicus Pagonis e nel Chronicon Casauriense come Castrum Poperi. Popoli prese forma nel XIII secolo, quando la sua posizione centrale rispetto alle valli del Pescara e del fiume Gizio ne fece un punto nodale nella cosiddetta via della Lana che, passando per L’Aquila, congiungeva Firenze a Napoli. Molte delle più famose costruzioni civile e religiose di Popoli risalgono all’epoca della signoria dei Cantelmo. La cittadina è rinomata per aver dato i natali a Corradino D’Ascanio, inventore dell’elicottero e della mitica Vespa. Il paese è dominato dai ruderi del castello medievale mentre all’interno del paese sorgono importanti monumenti architettonici. La Taverna Ducale del XIV secolo, è annoverata tra i più interessanti edifici civili della regione. Realizzata tra il 1373 e il 1377 , era destinata anticamente alla riscossione dei pedaggi e delle decime che il locale feudatario esigeva sugli animali e le merci che transitavano sulla pubblica via. Oggi l’edificio ospita un Museo Antiquarium con reperti di epoca romana. Nella piazza principale si trova la chiesa di San Francesco , fondata verso la fine del XIII secolo fu riedificata nella seconda metà del XV secolo. Alla ricostruzione quattrocentesca si sovrappose un intervento barocco nel settecento, poi modificato da un recente restauro. La facciata è ornata da un rosone quadrilobato con lo stemma dei Cantelmo. Merita una visita anche la chiesa della Santissima Trinità , decorata da affreschi di Giovan Battista Gamba. Questa chiesa si trova sulla sommità di una scenografica scalinata e presenta un’austera facciata in pietra.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  14-15 Maggio: Festa di San Bonifacio
•  15 Agosto: Cronoscalata “Svolte di Popoli”
•  Agosto: Sagra della trota e del gambero

ROCCAMORICE
DISTANZA: 36 KM

Terra di pastori e di eremiti, il paese è arroccato su uno sperone triangolare che avanza tra le acque dei torrenti Lavino e Lannella, con tutte le caratteristiche del piccolo centro di mezza montagna: case a due piani, allineate a schiera lungo strade strette che partono dalla piazza turrita, punto fortificato dell’insediamento antico. La sua fama è oggi legata alle arrampicate su roccia e per essere la base di escursioni a piedi e in mountain bike nel cuore della montagna della Maiella. I punti di interesse stanno tutti nei dintorni, costellati di eremi e di capanne di pietra per il ricovero delle greggi. Queste hanno una caratteristica forma a cono e solitamente dispongono di un solo accesso. Lo spazio interno è strutturato in una sala lungo le cui pareti sono ricavati giacigli e nicchie per attrezzi da lavoro e derrate alimentari; nel caso la capanna sia divisa in altezza da un impiantito di legno, nella parte superiore si aprono alcune finestre. Nello spiazzo recintato che le circonda vengono svolti i lavori di tosa, mungitura e preparazione del formaggio. Nello stazzo di Colle di Civita (a sud – est dell’abitato verso la Maielletta ), le capanne raggruppate per numero e dimensioni – queste ultime dipendenti dall’uso specifico cui sono destinate – costituiscono un complesso articolato che può ospitare un notevole numero di capi di bestiame e alcune decine di pastori.

ROSCIANO
DISTANZA: 20 KM

Paese prevalentemente agricolo, lega la sua storia passata alla chiesa di S. Liberatore a Maiella, che qui aveva la grancia di S. Nicola (ne resta traccia nella chiesetta romanica che ancora porta questo titolo) e quella più recente alle numerose frazioni che compongono il comune. Villa Oliveti è centro di agricoltura avanzata. Villa San Giovanni fu feudo dell’ordine dei Cavalieri di Malta. Villa Badessa (m161), invece, costituisce la colonia italo-albanese più settentrionale d’Italia, un’oasi orientale che segue il “Tipikòn” (rito) di Costantinopoli in lingua greca. La comunità è composta dai discendenti degli albanesi che partirono dai villaggi di Piqeràs, Lukòva, Shen Vasìli, Klikùrsi, Nivizza e Corfù della regione di Himara (Albania meridionale) per sfuggire all’occupaziorie turca dei Balcani. Si insediarono qui il 4 marzo 1744, ricevendo da Carlo III due feudi dove poter vivere di agricoltura. Ragioni storiche e geografiche ma soprattutto la diversità di rito religioso – hanno consentito la conservazione dell’idioma di origine e delle fisionomie etniche. Ancora oggi infatti gli arbëreshe badessani si esprimono in quell’antica lingua, e gli anziani, anche se in sempre più rare occasioni, indossano gli splendidi costumi tradizionali, estremamente caratteristici perché originari e affini a quelli epiroti.

SANT’EUFEMIA  
DISTANZA: 66 KM

Si trova sul versante nord della Maiella, tra il Monte Rapina e il Morrone, in uno scenario naturale affascinante. Il borgo, meta frequentata d’estate dal turismo montano e termale vista la vicinanza alla stazione termale di Caramanico, è stato in passato abitato da pastori e briganti. Il paese di Sant’Eufemia a Maiella solo nel secolo scorso ha acquisito autonomia dal comune di Caramanico di cui era frazione. Della sua chiesa dedicata a Santa Eufemia si ha notizia fin dal 1064, quando venne donata dal conte Berardo all’abbazia di San Clemente a Casauria. A breve distanza dal paese si raggiunge la Riserva Naturale di Lama Bianca , una bellissima faggeta dotata di sentieri speciali per portatori di handicap. Di recente realizzazione un Orto Botanico che comprende tutta la flora appenninica. L’attuale centro abitato presenta la parrocchiale dedicata a San Bartolomeo Apostolo con una facciata in pietra e all’interno un ricco tabernacolo del XVII secolo. Ai piedi del Morrone si trova l’affascinante frazione di Roccacaramanico , borgo medievale abbandonato e che oggi è in via di recupero. Nell’ex municipio ha sede il Museo Etnografico “Diana e Tamara “, che raccoglie oggetti, utensili e macchine che documentano il lavoro della popolazione di questi luoghi.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  24 Agosto: Festa di San Bartolomeo
•  Dicembre Gennaio: Sagra della Polenta

SERRAMONACESCA
DISTANZA: 40 KM

Un tempo terra di pastori e allevatori, come ancora traspare dalla cadenza delle feste patronali di giugno e settembre (il pellegrinaggio a S. Onofrio, il pane di S. Antonio e gli Omaggi) che sono legate al ritorno e alla partenza della transumanza, il centro, che si trova in una zona di confine già sotto Roma e di nuovo con i longobardi (passava di qui la frontiera tra i ducati di Spoleto e di Benevento), rientrò nell’incastellamento operato dalla vicina chiesa di S. Liberatore a Maiella; all’attività pastorale si ricollega la rinomata ricotta, prodotto tipico del luogo. Su una rupe opposta alla frazione Brecciarola si ergono, ancora imponenti, i resti di Castel Menardo, che la tradizione popolare considera fondato dai paladini di Carlo Magno per contrastare gli attacchi longobardi e la cui importanza crebbe sotto gli Svevi su di esso, come del resto sui numerosi castra e castelli fortificati che costellano la zona, è stata inventata una serie di leggende e storie dal gusto vagamente gotico. Dalla suddetta frazione parte il sentiero Italia segnato con i colori rosso – bianco – rosso – che in 20 minuti di agevole passeggiata risale il fosso di Sant’ Onofrio fino all’eremo di S.Onofrio. La costruzione, in parte in muratura (secolo XII) in parte scavata nella roccia, servì da cenobio ai monaci di S. Liberatore a Maiella che periodicamente vi si ritiravano in solitudine, ma in seguito divenne una grancia della chiesa, che da qui curava i propri interessi in montagna. Questo luogo spirituale è un punto di riferimento della devozione pastorale, che vi pratica ancora un interessante rituale: per curare i dolori addominali o la febbre ostinata i malati si sdraiano nella cosiddetta culla di S.Onofrio, incavatura del terreno nella quale le due conchette si dice siano state fatte dalla continua pressione delle ginocchia del religioso. Il 12 giugno, ricorrenza della festa del santo, il luogo è meta di un suggestivo pellegrinaggio: dopo aver acceso nella notte precedente una grossa croce di fuoco sulla montagna, i fedeli ascoltano la messa e si fermano a fare colazione nei pressi di una fontana; quindi ridiscendono fino alla Parrocchiale di Serramonacesca recando in processione la statua di S. Onofrio.

SPOLTORE
DISTANZA: 20 KM

Questo popoloso e caratteristico paese è considerato quasi estrema periferia di Pescara. L’origine del nome potrebbe derivare da “Sepulcretum”, riferito al sepolcro di una regina con tre spighe d’oro poste sull’urna. Il centro storico è un intrico di vicoli, scalinate, piazzette, angoli pittoreschi che rimandano alla presenza, nei secoli passati, di una vivace comunità. Esso si sviluppa tutto entro la cerchia delle case-mura da largo della Porta a piazza D’Albenzio, sulla quale prospettano gli edifici antichi del paese. La presenza di insediamenti preistorici nella zona è avvalorata da vari ritrovamenti come due sepolture femminili, ritrovate nella frazione di Ripoli, con corredi che testimoniano il passaggio dall’età della pietra a quella del bronzo. Il paese di Spoltore nel 1461 fu dono del re di Napoli alla città di Chieti, nel XVI secolo appartenne a Manfredino di Valenza e fu, poi, possedimento dei feudatari Carafa e Figliola. Tra gli edifici più significativi ricordiamo il Palazzo Castiglioni e la parrocchiale di San Panfilo . All’interno della chiesa si possono ammirare stucchi tardo ottocenteschi di Alessandro Terzani e una importante scultura, raffigurante la Madonna col Bambino del XV secolo. Fuori del paese si trova il Complesso di San Panfilo , di antiche origini benedettine, ma rimaneggiato nei secoli, fino all’intervento dei primi decenni del settecento che conferì all’interno della chiesa un aspetto di teatro barocco. Il paese si anima in Agosto per lo Spoltore Ensamble , una manifestazione di musica teatro e danza, mentre la domenica di Pasqua si ripete un’antica forma di rappresentazione sacra: l’incontro della Madonna con il Cristo risorto.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  Domenica di Pasqua: Incontro della Madonna con Cristo Risorto
•  Seconda metà di Agosto: Spoltore Ensamble
•  Prima domenica di Settembre: Festa della Madonna del Popolo

TORRE DE’ PASSERI
DISTANZA: 33 KM

Posto nei pressi del fiume Pescara, prende il nome da una torre che, un tempo, indicava il paese, specialmente di notte con l’accensione di fuochi sulla sommità. Alcuni identificano l’attuale paese con quello di “Victorrita”, casale già esistente all’epoca del monastero di San Clemente a Casauria (XI secolo) al quale poi appartenne. Secondo il Chronicon Casauriense, la prima costruzione del Castello risale intorno all’anno 1000, probabilmente a difesa del vicino monastero. L’attuale forma dell’edificio si fa derivare dal fatto che l’antico borgo era “Turris passuum”, torre del passo , lungo il fiume Pescara. L’unico monumento che rimandi a questo periodo è il Castello Mazara-Gizzi che nasce da un’originaria postazione militare. Il corpo centrale databile al XIV secolo, presenta ambienti sistemati posteriormente fino al completamento nel 1766; risultano notevoli, infatti, tra i locali che fungono da dipendenza, il frantoio e la cantina con archi a tutto sesto scavati nel tufo. Oggi il palazzo è in parte residenza privata, in parte teatro de ” La casa di Dante ” (la prestigiosa iniziativa culturale dedica annualmente una mostra ai maggiori illustratori o artisti che si siano ispirati alla “Divina Commedia”), in parte sede del Museo Fortunato Bellonzi di pittura dantesca contemporanea. Nel centro abitato interessante la parrocchiale di Santa Maria delle Grazie , della fine del XVIII secolo, dall’imponente facciata in stile neoclassico e con due campanili laterali.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  2-4 Settembre: Festa di Sant’Antonio
•  Ottobre-Dicembre: La mostra Dantesca
•  13 Dicembre: Festa di Santa Lucia

VILLA CELIERA
DISTANZA: 10 KM

Questo piccolo borgo è posto su di una roccia calcarea, in posizione panoramica, non lontana dai resti di Santa Maria di Casanova . Sopra il paese si stende l’Altopiano del Voltigno, una stupenda conca di origine carsica, oggi inglobata nella Riserva Naturale del Voltigno e della Valle d’Angri . La piana del Voltigno è frequentata d’inverno per lo sci di fondo, negli altri periodi per l’escursionismo, le passeggiate a cavallo e la raccolta dei funghi. Villa Celiera è divenuto comune nel 1914 dopo essere stata frazione di Civitella Casanova. Nei documenti compare per la prima volta nel Duecento con il nome di Cilera o Celeria. La sua storia è legata a quella della famosa abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova , fatta edificare nel 1191 dalla contessa Margherita di Loreto e Conversano. Affidata ai monaci cistercensi, per 7 secoli fu una delle più grandi abbazie d’Abruzzo, arrivando ad ospitare fino a 500 monaci dediti ai lavori agricoli, agli studi e alle arti. Venne soppressa sotto il regno di Giuseppe Bonaparte. Nella fitta vegetazione è possibile ancora leggere l’originario impianto con il torrione di avvistamento oggi molto degradato. Più a valle si scorgono i resti della chiesa e del monastero, un tempo disposto intorno ad un chiostro.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
•  Prima domenica di Agosto: Sagra dei maccheroni alla mugnaia
•  8 Settembre: Festa della Madonna di Regina Coeli